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Vogliono modificare l'art 29 della Costituzione!
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ARGOMENTO: Vogliono modificare l'art 29 della Costituzione!
Vogliono modificare l'art 29 della Costituzione! 3 Anni fa #78
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Un esercito di 56 senatori Pdl, Lega e Udc, ma anche Svp, in campo per stravolgere la Costituzione a difesa della famiglia solo eterosessuale
(da ItaliaOggi.it, Gaynews.it) [...]Non si parli di matrimonio, per favore. Una premessa ampia, quella messa giù dal senatore Pdl, Lucio Malan, al disegno di legge che difende la famiglia tradizionale contro le unioni gay. Ddl che nei giorni scorsi è approdato a Palazzo Madama e ha raccolto l'adesione di un'ampia fetta di senatori, ben 56 tra Pdl, Lega e Udc-Svp-Autonomie. Tutti decisi a battersi in parlamento contro le derive che inficiano il primo nucleo fondante della società, la famiglia. A farsi carico della battaglia, uomini come Giuseppe Ciarrapico, e il senatore a vita Francesco Cossiga, Mario Baldassarri, presidente della commissione finanze, e Esteban Castelli, ambasciatore, Sergio De Gregorio, presidente della delegazione parlamentare italiana presso la Nato, ma anche Gramazio, Ramponi, Possa. Che cosa chiedono i puristi della famiglia? Che all'art. 29 della Costituzione («La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio») si aggiunga alla fine che il matrimonio è quello «tra un uomo e una donna». Perché, spiega Malan, «non mancano coloro che anche in Italia vorrebbero introdurre il matrimonio fra le persone dello stesso sesso o la poligamia» come accade in Spagna, per il primo caso, o per certe interpretazioni della religione musulmana che avallano i rapporti multipli. [...] la necessità, secondo i parlamentari, di specificare nella Carta fondamentale che nulla di diverso dal matrimonio tra un uomo e una donna può essere definito come famiglia. [...] Ma questa difesa del matrimonio non vuol dire per i senatori negare «il riconoscimento di taluni diritti o prerogative verso alcuni tipi di convivenze». Riconoscimenti che anzi sarebbero più facili se fosse chiaro che «neppure in prospettiva si tratta di equipararle al matrimonio». Ecco qui che anche in Italia parte la corsa all'inserimento della discriminazione matrimoniale antigay nella Costituzione. Siamo pronti?...Io non credo. Perché ragionando con la logica dell'Associazionismo gay storico, che non a caso ha partorito la attuale piattaforma del Pride, ma anche le precedenti, se eguaglianza vuol dire meramente pari conseguenze legali, che differenza fa se nella Costituzione c'è scritto che il matrimonio è un'unione tra un uomo e una donna oppure no? Può essere perfettamente accettabile, o comunque tollerabile, sebbene venga dagli antigay. Ma certo con l'art. 29 stravolto sull'Italia calerebbe una discriminazione antiomosessuale fortissima, e senza rapporto con quello che invece avviene in Europa, e in America. |
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Re:Vogliono modificare l'art 29 della Costituzione 2 Anni, 11 Mesi fa #82
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Aldo Brancacci ha scritto:
Un esercito di 56 senatori Pdl, Lega e Udc, ma anche Svp, in campo per stravolgere la Costituzione a difesa della famiglia solo eterosessuale (da ItaliaOggi.it, Gaynews.it) [...]Non si parli di matrimonio, per favore. Una premessa ampia, quella messa giù dal senatore Pdl, Lucio Malan, al disegno di legge che difende la famiglia tradizionale contro le unioni gay. Ddl che nei giorni scorsi è approdato a Palazzo Madama e ha raccolto l'adesione di un'ampia fetta di senatori, ben 56 tra Pdl, Lega e Udc-Svp-Autonomie. Tutti decisi a battersi in parlamento contro le derive che inficiano il primo nucleo fondante della società, la famiglia. A farsi carico della battaglia, uomini come Giuseppe Ciarrapico, e il senatore a vita Francesco Cossiga, Mario Baldassarri, presidente della commissione finanze, e Esteban Castelli, ambasciatore, Sergio De Gregorio, presidente della delegazione parlamentare italiana presso la Nato, ma anche Gramazio, Ramponi, Possa. Che cosa chiedono i puristi della famiglia? Che all'art. 29 della Costituzione («La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio») si aggiunga alla fine che il matrimonio è quello «tra un uomo e una donna». Perché, spiega Malan, «non mancano coloro che anche in Italia vorrebbero introdurre il matrimonio fra le persone dello stesso sesso o la poligamia» come accade in Spagna, per il primo caso, o per certe interpretazioni della religione musulmana che avallano i rapporti multipli. [...] la necessità, secondo i parlamentari, di specificare nella Carta fondamentale che nulla di diverso dal matrimonio tra un uomo e una donna può essere definito come famiglia. [...] Ma questa difesa del matrimonio non vuol dire per i senatori negare «il riconoscimento di taluni diritti o prerogative verso alcuni tipi di convivenze». Riconoscimenti che anzi sarebbero più facili se fosse chiaro che «neppure in prospettiva si tratta di equipararle al matrimonio». Ecco qui che anche in Italia parte la corsa all'inserimento della discriminazione matrimoniale antigay nella Costituzione. Siamo pronti?...Io non credo. Perché ragionando con la logica dell'Associazionismo gay storico, che non a caso ha partorito la attuale piattaforma del Pride, ma anche le precedenti, se eguaglianza vuol dire meramente pari conseguenze legali, che differenza fa se nella Costituzione c'è scritto che il matrimonio è un'unione tra un uomo e una donna oppure no? Può essere perfettamente accettabile, o comunque tollerabile, sebbene venga dagli antigay. Ma certo con l'art. 29 stravolto sull'Italia calerebbe una discriminazione antiomosessuale fortissima, e senza rapporto con quello che invece avviene in Europa, e in America. |
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