Manifesto
(dalla Mozione approvata dal I Congresso di Roma, il 1 marzo 2008)
Noi sottoscritti,
riteniamo che l'amore tra due persone sia un'esperienza fondamentale e caratterizzante della vita di tutti i cittadini al di là di qualsiasi morale o religione. Per questo motivo rivendichiamo un "Amore civile", che sia posto al centro di leggi che tutelino e garantiscano le istanze e i diritti delle persone che vivono oggi una identità di genere e un orientamento sessuale soggette a discriminazioni sociali, giuridiche e politiche.
consideriamo la libera espressione della personalità in base al genere, all'identità, ai comportamenti e alle scelte sessuali una condizione essenziale che ciascun Paese dell'Unione Europea laica e democratica deve garantire, impedendo ogni forma di discriminazione.
siamo consapevoli della rilevanza che i principi di uguaglianza e pari dignità sociale, sanciti dalla Costituzione Italiana, dalla Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europea e dalle Convenzioni internazionali hanno per il libero e pieno sviluppo delle persone.
Denunciamo la gravità della situazione italiana:
in Italia si perpetuano discriminazioni e compressioni dei diritti umani e civili fondate sull'identità di genere e sull'orientamento sessuale che compromettono il diritto ad una piena cittadinanza, da parte di chi tali discriminazioni subisce, giacché ai doveri non corrispondono le necessarie tutele da parte dell'ordinamento statuale;
la sfera affettiva è quella dove le discriminazioni si fanno evidenti e odiose: pur in assenza di un divieto espresso, di fatto in Italia viene impedito l'accesso all'istituto matrimoniale per le coppie formate da persone dello stesso sesso, l'accesso, per le stesse, all'adozione e alla fecondazione medicalmente assistita, oltre che alcune forti limitazioni nel godimento dei diritti genitoriali;
non esistono istituti giuridici che riconoscano e tutelino ufficialmente forme di unione familiare diverse da quella fondata sul matrimonio;
nonostante i richiami delle istituzioni europee, l'Italia non ha ancora adottato una legislazione in materia di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza omofobica e transfobica.
Il VI Congresso dell'Associazione radicale certi diritti ringrazia per il loro importante contributo i rappresentanti dei movimenti lgbt di Francia, Gran Bretagna, Argentina, Turchia, Russia, Albania e USA, ed i rappresentanti di ILGA e OHCHR, i cui interventi sono stati non solo utili per lo sviluppo delle iniziative transnazionali dell'Associazione ma anche per quelle nazionali.
Il Congresso ringrazia inoltre, tutti coloro che hanno deciso di partecipare ai suoi lavori , in particolare Pia Covre, Bruno De Filippis, Marilisa D'Amico, Antonio Stango, Elisabetta Zamparutti e Filomena Gallo confermando una disponibilità tanto più preziosa per i tempi confusi e pericolosi che viviamo.
Il Congresso, infine, ringrazia i rappresentanti dei Gruppi parlamentari che hanno scelto di confrontarsi nel nostro Congresso sulle "riforme possibili" e ritiene che la loro disponibilità a continuare il dialogo (tra di loro e con le associazioni) sia un elemento importante su cui contare per la costruzione di una strategia efficace per il raggiungimento delle riforme di cui questo paese ha bisogno, anche nell'ambito della difesa dei diritti umani delle persone lgbt.
Il Congresso, ascoltate ed accolte le relazioni degli organi associativi, non può che sottolineare l'insostenibile distanza tra ricchezza di temi ed iniziative attivate e l'estrema limitatezza di risorse (personali e finanziarie) a disposizione, sottolineando che la questione centrale dell'Associazione, oggi più che mai, sia quella di dotarsi di una organizzazione capace di essere all'altezza degli obiettivi che si da.
Il Congresso, quindi, decide di dedicare i mesi che ci separano dal prossimo congresso annuale, da convocarsi entro e non oltre il prossimo 31 dicembre 2013, alla riorganizzazione dell'associazione, ed alla attivazione di iniziative che consentano di fornire nuova forza alle battaglie che intendiamo sviluppare.
A tal fine ritiene che l'Associazione debba concentrare le sue attività e i suoi sforzi fino al prossimo Congresso soprattutto su due ambiti di intervento:
• oltre a confermare la continuazione di Affermazione civile e la validità della strategia adottata, l'Associazione deve concentrarsi sulla costruzione e il lancio di una campagna nazionale per il matrimonio egualitario, perché questo è il tema che rappresenta il cardine del confronto oggi in atto sulla piena uguaglianza sostanziale e non solo formale delle persone lgbt nel Paese. Campagna che deve essere capace di coinvolgere non solo il maggior numero possibile di cittadini e cittadine, membri del parlamento e della classe dirigente del paese e associazioni;
• lo sviluppo di iniziative transnazionali, in particolare nelle istituzioni internazionali ed europee, perché il diritto non si trasformi ulteriormente in lettera morta ma sia garanzia della vita, della dignità, dei diritti e dei doveri delle persone a prescindere da orientamento sessuale e identità di genere.
Il Congresso, infine, rinnova il suo impegno come soggetto costituente del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito, perché ritiene che questa sia la sua naturale collocazione politica, l'orizzonte culturale entro il quale è nato e si è sviluppato, ed il futuro delle sue iniziative le quali, tutte, rientrano appieno nel solco dell'esperienza radicale.
Napoli 7 aprile 2013
APPELLO ALLE ASSOCIAZIONI ITALIANE IMPEGNATE A DIFESA DEI DIRTTI UMANI DELLE PERSONE GAY, LESBICHE, TRANSESSUALI E INTERSESSUALI
Il VI Congresso dell'Associazione radicale certi diritti ritiene che la straordinaria realtà - nel senso etimologico del termine "straordinario" - che il nostro Paese vive, necessità di straordinarie risposte unitarie per far si che il tema della difesa e della promozione dei diritti umani delle persone lgbt, in Italia e nel mondo, non sia del tutto cancellato dall'agenda politica e istituzionale del Paese.
Per raggiungere questo obiettivo ritiene che le associazioni italiane attive su questi temi debbano riprovare, nuovamente e con maggiore determinazione, a lavorare insieme su precisi obiettivi, anche cercando di condividere strategie innovative. L'esempio che ci arriva da molte realtà europee e non europee, testimoniato dagli importanti interventi ospitati dal nostro Congresso di rappresentanti dei movimenti lgbt di Francia, Gran Bretagna, Argentina, Turchia, Russia, Albania e USA, e di rappresentanti di ILGA e OHCHR, documenta, al di là di ogni possibile dubbio, che l'unità di intenti e di iniziativa dei movimenti sono condizione essenziale per il raggiungimento degli obiettivi di riforma di cui il Paese ha bisogno.
A tal fine il Congresso da mandato specifico agli organi dell'associazione di provare ancora una volta nel tentativo di trovare unità di obiettivi e di strategia con le altre associazioni lgbti italiane, nelle forme che verranno condivise secondo l' "unità laica delle forze" che come radicali ci ha guidato nei nostri rapporti con le altre associazioni.
Tentativo che deve vedere, tra i suoi primi obiettivi, la promozione di forme di coordinamento e interlocuzione continuativa con i neo parlamentari, sia tra di loro che con le associazioni italiane, sui temi degli interventi necessari per garantire dignità e diritti umani delle persone lgbt, in Italia e nel mondo.
ADESIONE E SOSTEGNO ALLLA INIZIATIVA POPOLARE PROMOSSA DALL'ASSOCIAZIONE LUCA COSCIONI PER L'EUTANASIA LEGALE
Il VI Congresso dell'Associazione radicale certi diritti aderisce alla campagna di raccolta firme promossa dall'Associazione Luca Coscioni insieme numerose altre realtà italiane, per l'eutanasia legale.
Ringrazia l'Associazione Luca Coscioni per essersi fatta carico della promozione di questa iniziativa che riteniamo necessaria e urgente per smuovere il Parlamento sul tema dell'esercizio pieno della libertà individuale, e si rivolge agli iscritti e simpatizzanti dell'Associazione perché contribuiscano, con tutti i mezzi a loro a disposizione, per raggiungere l'obiettivo delle 50.000 firme e sostenere al campagna nazionale in atto.
SULLA STRATEGIA NAZIONALE PER IL CONTRASTO ALLE DISCRIMINAZIONI BASATE SU ORIENTAMENTO SESSUALE E DI GENERE
Il VI Congresso dell'Associazione radicale certi diritti che si è svolto a Napoli dal 5 al 7 aprile 2013 rivolge un sentito ringraziamento al Ministro Elsa Fornero per il messaggio che ha rivolto ai partecipanti e le parole, inequivoche, che ha usato per definire la necessità di iniziative, legislative e non, al fine di garantire pari opportunità ed uguaglianza per tutti e tutte, al di là della personale identità di genere od orientamento sessuale.
Il Congresso coglie l'occasione per sottolineare l'importanza del lavoro svolto dall'UNAR per la definizione della Strategia nazionale contro le discriminazioni basate su orientamento sessuale e identità di genere. Importante per i contenuti che raccoglie e per il metodo che ha finalmente inaugurato anche in Italia di coinvolgimento non solo delle Istituzioni ma anche dell'associazionismo. Strategia che, pur non potendo corrispondere appieno alle richieste contenute nella Raccomandazione del Consiglio d'Europa, rappresenta un ottimo strumento di lavoro per la pubblica amministrazione.
La nostra associazione ha collaborato al monitoraggio indipendente della Raccomandazione del Consiglio d'Europa (a cui la Strategia fa riferimento) promosso da ILGA Europe e, per l'Italia, realizzato dal Centro Risorse lgbt con la collaborazione di Arcigay, Arcilesbica, Agedo, Famiglie Arcobaleno, MIT e Coordinamento Silvya Rivera. E richiamandosi a questo importante lavoro di analisi e documentazione chiede al Ministro di adottare la Strategia con un atto formale, di livello governativo, che consenta al documento di avere la definizione amministrativa che il Consiglio d'Europa si aspetta e la realtà italiana necessità.
Napoli 7 aprile 2013


















